Citizen science – Semi di Scienza https://www.semidiscienza.it Fri, 04 Oct 2024 12:07:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.10 https://www.semidiscienza.it/wp-content/uploads/2019/01/cropped-Semi-di-scienza-1-32x32.png Citizen science – Semi di Scienza https://www.semidiscienza.it 32 32 Lotta ai rifiuti di plastica sulle spiagge toscane: intervista con Tosca Ballerini https://www.semidiscienza.it/2024/08/02/intervista-con-tosca-ballerini/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=intervista-con-tosca-ballerini https://www.semidiscienza.it/2024/08/02/intervista-con-tosca-ballerini/#respond Fri, 02 Aug 2024 18:31:49 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=2872

In questa intervista abbiamo il piacere di parlare con Tosca Ballerini, scienziata e giornalista, nonché coordinatrice del progetto “Profili Antropici – La plastica come misura del nostro tempo”

Profili Antropici è un progetto di citizen science per quantificare i rifiuti antropici su tre spiagge della Toscana. Questo progetto, realizzato da Semi di Scienza in collaborazione con Sons of the Ocean, ha utilizzato il protocollo della Strategia Marina Europea per lo studio del marine litter, coinvolgendo 55 cittadini e analizzando i rifiuti in modo scientifico. I risultati sulle quantità e tipologie di macro rifiuti più abbondanti sulle spiagge toscane mostrano molte somiglianze con le spiagge a livello europeo.

Che cosa è il progetto Profili antropici?

Il progetto Profili Antropici nasce nel periodo della pandemia da Covid-19. È un’iniziativa di citizen science finalizzata alla quantificazione dei rifiuti antropici presenti su tre spiagge della Toscana. Per questo progetto abbiamo utilizzato il protocollo di raccolta e categorizzazione della Strategia Marina europea.

Il progetto è stato realizzato da Semi Di Scienza in collaborazione con un’altra associazione chiamata Sons of the Ocean e finanziato dall’8×1000 della Chiesa Valdese. Anche le amministrazioni dei comuni coinvolti ci hanno supportato durante il progetto, concedendoci il loro patrocinio. Io sono stata la coordinatrice del progetto, e hanno collaborato con me Yuri Galletti di Semi di Scienza e Daniela Tacconi di Sons of the Ocean. Insieme abbiamo scelto le zone di campionamento e abbiamo formato 55 cittadini che hanno partecipato al progetto. Durante le attività di raccolta e classificazione dei rifiuti, uno di noi era sempre presente per supervisionare e supportare i partecipanti.

Tra novembre 2022 e luglio 2023 abbiamo raccolto e classificato 11.237 rifiuti su tre spiagge toscane (Bocca di Serchio a Marina di Vecchiano, Cala del Leone a Livorno, Lillatro a Rosignano Marittimo). In ciascuna spiaggia abbiamo individuato un sito di campionamento e abbiamo svolto tre monitoraggi seguendo il protocollo della Strategia marina europea.

Abbiamo analizzato i rifiuti maggiormente presenti sulle spiagge e confrontato i nostri dati con quelli a livello europeo, inclusi quelli forniti dall’Agenzia europea dell’ambiente. Il nostro rapporto ha confermato le tendenze riscontrate a livello europeo, evidenziando tra i rifiuti più comuni mozziconi di sigaretta, bottiglie di plastica per bevande, tappi e coperchi in plastica, bastoncini di plastica per cotton fioc e pacchetti di patatine / incarti per dolciumi. In totale, nove oggetti su dieci erano di plastica, e quattro oggetti su dieci oggetti in plastica monouso secondo la direttiva europea sulle plastiche monouso. In tutti i siti e durante tutti i monitoraggi abbiamo osservato una quantità di rifiuti molto più grande della soglia di 20 rifiuti / 100 m di spiaggia indicata dalla Strategia marina per il buono stato ambientale (Good Environmental Status, GES). 

Questo tipo di dati è fondamentale per fare advocacy a livello comunale, cioè promuovere l’adozione di atti amministrativi per regolare in maniera efficace i rifiuti che più comunemente finiscono abbandonati in natura e nelle zone urbane. 

I risultati di Profili Antropici sono stati presentati al Decimo Simposio Internazionale “Il Monitoraggio Costiero Mediterraneo: problematiche e tecniche di misura” tenutosi a Livorno dal 11 al 13 giugno 2024. Lo studio completo sarà pubblicato negli atti del congresso. Per saperne di più visita questo articolo.

Classificazione dei rifiuti durante il primo monitoraggio a Bocca di Serchio, Marina di Vecchiano (Pisa). Da sinistra: Yuri Galletti, Tosca Ballerini, Daniela Tacconi.

Durante il progetto avete collaborato con i comuni. Puoi dirci qualcosa?

Uno degli obiettivi del progetto Profili Antropici era anche collaborare con le amministrazioni comunali dei tre comuni interessati, per capire cosa possono fare loro a livello locale. Le amministrazioni comunali sono infatti vicine ai cittadini e possono essere degli attori nel cambiamento necessario per ridurre o far scomparire il monouso di oggetti in plastica da quelle applicazioni dove esistono valide alternative come il riuso. 

Vuoi approfondire l’argomento della plastica monouso?

Molta attenzione va prestata alle cosiddette “regrettable substitutions”, che vietano un prodotto monouso in plastica tradizionale, ma ne consentono o addirittura promuovono l’utilizzo se fatto in altri materiali monouso, senza prendere in considerazione gli impatti ambientali di tali materiali alternativi né la loro possibile tossicità. Penso ad esempio al passaggio dall’acqua venduta in bottiglie di plastica monouso all’acqua venduta in cartoni di plastica monouso. Non ha senso da un punto di vista ambientale. Oppure il grande problema delle plastiche con caratteristiche di biodegradabilità e compostabilità, conosciute con il nome commerciale di “bioplastiche”. Ci sono delle applicazioni in cui usare un materiale plastico con caratteristiche di biodegradabilità e compostabilità ha dei vantaggi ambientali ed economici, come ad esempio i sacchetti per il conferimento dell’umido per quello che riguarda i rifiuti domestici. In altri casi invece, il passaggio da una plastica convenzionale a una “bioplastica” sposta semplicemente un problema da un materiale ad un altro, senza ridurre gli impatti ambientali come il littering. È questo il caso di tutti i prodotti monouso vietati dalla Direttiva europea sulle plastiche monouso (piatti, stoviglie, bastoncini per cotton fioc) che però sono ancora ammessi in Italia a causa di un recepimento difforme della direttiva stessa.

A livello internazionale gli interventi attuali non sono sufficienti per contenere l’inquinamento da plastica. È urgente ridurre la produzione di plastica primaria attraverso azioni a monte. La promozione del riuso è una delle azioni più importanti che possiamo fare. In questo senso, i comuni possono contribuire sviluppando strategie integrate che includono appalti pubblici, esemplarità e animazione territoriale.

Nel progetto Profili Antropici abbiamo dunque  identificato le misure ambientali già messe in atto dai tre comuni della costa toscana e abbiamo indicato altre possibili misure per ridurre l’inquinamento da plastica nei comuni coinvolti.

Hai trovato delle difficoltà?

No, devo dire che è stato molto piacevole lavorare sia con Yuri e Daniela, che con le amministrazioni comunali perché fin dall’inizio sono state interessate al progetto. Spero che potremo continuare con il progetto Profili Antropici nel futuro.

Quali sono i punti di forza del progetto Profili Antropici?

Uno dei principali punti di forza del progetto Profili Antropici è stato coinvolgere fin dall’inizio vari tipi di stakeholder, inclusi i cittadini. Molti cittadini già partecipavano alle pulizie delle spiagge, quindi erano già sensibili all’argomento dell’inquinamento da plastica, ma spesso dopo le operazioni di pulizia buttavano via i rifiuti raccolti. Noi, invece, ci siamo concentrati sulla catalogazione dei rifiuti, creando l’opportunità di discutere su come evitare che questi oggetti diventino rifiuti in primo luogo. 

Quindi abbiamo aumentato la consapevolezza dei partecipanti.

Un altro punto di forza è l’uso del metodo scientifico, seguendo il protocollo indicato dagli esperti della Strategia Marina Europea.

Non amo colpevolizzare il consumatore per l’abbandono dei rifiuti, poiché questa strategia è stata portata avanti dalle multinazionali per incolpare il cittadino e evitare l’applicazione da parte dei legislatori del principio della responsabilità estesa del produttore (EPR). Secondo questo principio, il produttore è responsabile degli imballaggi che mette in commercio anche dopo che sono diventati rifiuti. Questo principio è incluso nella legislazione europea, ma è ancora applicato in maniera troppo debole perché il contributo ambientale pagato attualmente dai produttori  non copre tutti  costi legati agli impatti dei rifiuti prodotti. 

Il progetto è terminato? Ci sarà una “seconda edizione”?

Attualmente, il progetto è concluso, ma abbiamo la volontà di proseguire. Stiamo cercando nuovi finanziatori e partner per espandere il nostro progetto, coinvolgendo altre amministrazioni e gruppi di associazioni. 

Ci piacerebbe formare altre associazioni che al momento si concentrano sulle pulizie delle spiagge senza raccogliere dati e che vogliono fare un passo in avanti, partecipando a questa categorizzazione rigorosa che consente di produrre dati scientifici.

Abbiamo anche sottomesso un nuovo progetto di citizen science sulla plastica ai Valdesi, questa volta rivolto alle scuole. Speriamo che venga approvato, poiché sarebbe complementare al lavoro svolto con le amministrazioni comunali.

Come ti ha arricchito personalmente il progetto?

Mi sono divertita molto a lavorare su questo progetto, e credo sia fondamentale che il lavoro che si fa piaccia. 

Sono orgogliosa perché nonostante fosse un piccolo progetto, siamo riusciti a fare una pubblicazione scientifica. Penso che i risultati che abbiamo ottenuto siano molto importanti per due motivi, primo perché abbiamo prodotto dei dati scientifici inediti per queste tre spiagge della Toscana e secondo per il rapporto di fiducia e collaborazione instaurato con le tre amministrazioni che cercheremo di portare avanti.

Questo progetto, secondo me, è un ottimo esempio di come si possa fare scienza al di fuori del mondo accademico.

Abbiamo parlato del progetto. Vuoi dirci qualcosa sulla tua vita personale e lavorativa?

Mi sono laureata in Scienze Naturali all’Università degli Studi di Firenze e ho fatto un dottorato di ricerca in Scienze Polari all’Università degli Studi di Siena. Ho poi lavorato in ambito accademico negli Stati Uniti e in Francia. 

Nel 2014 ho conseguito anche un diploma in giornalismo scritto e multimediale. 

Sono arrivata ad occuparmi dell’inquinamento da plastica un po’ per caso, grazie ad Expédition MED, un’associazione francese che organizza laboratori di citizen science a bordo di una barca a vela per studiare l’inquinamento da microplastiche in mare. 

Per quattro anni, ho lavorato come coordinatrice scientifica per questa associazione. Parallelamente a queste attività di citizen science, ho iniziato a interessarmi all’inquinamento da plastica anche dal punto di vista giornalistico, focalizzandomi su cosa possiamo fare per ridurre l’inquinamento da plastica. 

Per il magazine Materia Rinnovabile ho scritto sugli impatti delle plastiche in mare, sulla direttiva europea sulle plastiche monouso e su come questa è stata applicata in Italia. Ho cominciato a scrivere sui sistemi di deposito cauzionale per i contenitori di bevande, diventando quest’ultimo un mio elemento di specializzazione. 

Come giornalista, ho seguito anche il Regolamento europeo imballaggi e  rifiuti da imballaggio, e sto seguendo le negoziazioni internazionali per un trattato globale sulla plastica.

Tra le altre cose, attualmente, collaboro con la campagna nazionale italiana “A Buon Rendere – Molto più di un vuoto“, sostenuta, tra gli altri, anche da Semi di Scienza. Questa campagna promuove l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori di bevande, applicando il principio del “chi inquina paga” sia all’industria che al consumatore. Se un consumatore non gestisce correttamente l’oggetto a fine vita, perde la cauzione. Ritengo che sia fondamentale avere leggi ambientali efficaci, e che sia responsabilità della nostra generazione farle attuare.

Durante lo svolgimento del progetto “Pelagos Plastic Free“, finanziato dal Santuario Pelagos dei Cetacei e condotto da Expédition MEd e Legambiente Italia, ho conosciuto Yuri Galletti, presidente dell’associazione Semi di Scienza, ed è lì che è stato messo a dimora il primo seme di Profili Antropici.

Approfondisci il progetto, scarica il poster con i risultati del progetto o leggi la traduzione italiana dell’articolo scientifico che abbiamo scritto, e leggi il confronto tra l’inquinamento sulle coste della Toscana e l’inquinamento a livello europeo.

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Beach litter: confronto tra i rifiuti più abbondanti sulle spiagge europee e tre spiagge della Toscana https://www.semidiscienza.it/2024/07/16/beach-litter-confronto-tra-i-rifiuti-piu-abbondanti-sulle-spiagge-europee-e-tre-spiagge-della-toscana/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=beach-litter-confronto-tra-i-rifiuti-piu-abbondanti-sulle-spiagge-europee-e-tre-spiagge-della-toscana https://www.semidiscienza.it/2024/07/16/beach-litter-confronto-tra-i-rifiuti-piu-abbondanti-sulle-spiagge-europee-e-tre-spiagge-della-toscana/#respond Tue, 16 Jul 2024 16:28:24 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=2865 È uscito il 3 luglio l’ultimo Marine Litter Watch – Europe’s Beach Litter Assessment dell’Agenzia europea dell’ambiente e dell’European Topic Centre Biodiversity and ecosystems. Il confronto con i risultati del nostro progetto di Citizen Science “Profili Antropici – La plastica come misura del nostro tempo” durante il quale sono stati monitorati i rifiuti spiaggiati su tre spiagge della Toscana mostra molte somiglianze.

Il problema

L’inquinamento da plastica e altri inquinanti chimici è al di fuori dello spazio operativo sicuro dei confini planetari per l’umanità. I rifiuti, in particolare la plastica, si accumulano nei sistemi acquatici, soprattutto sulle coste. Ogni anno, 11 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, costituendo l’80% dei rifiuti marini.

La Strategia europea sulla plastica (COM/2018/028final) ha fissato un obiettivo di riduzione del 30% per i rifiuti marini e la Direttiva sulle plastiche monouso (SUPD, 2019/904/UE) ha stabilito l’obiettivo per gli Stati membri dell’UE di ridurre l’impatto di alcuni prodotti di plastica monouso (Single use plastics, SUP) nell’ambiente, riducendone o vietandone l’uso. La Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD, 2008/56/CE) ha come obiettivo il raggiungimento di un buono stato ambientale (Good Environmental Status, GES) delle acque marine dell’UE. Al tal fine, e relativamente ai rifiuti spiaggiati (beach litter), la Strategia per l’ambiente marino ha fissato un valore soglia di 20 rifiuti/100 m di spiaggia, stimando che questo valore sia in grado di ridurre i danni dei rifiuti spiaggiati a un livello sufficientemente cautelativo.

I rifiuti spiaggiati più abbondanti a livello europeo

L’iniziativa Marine Litter Watch (MLW) dell’Agenzia europea dell’ambiente coinvolge i cittadini nella raccolta dei rifiuti e dei dati sulle spiagge europee. Questo rapporto, basandosi su risultati precedenti, analizza i dati del 2022 nel contesto degli sforzi dell’UE per affrontare l’inquinamento da plastica.

Il database MLW fornisce informazioni essenziali sullo stato di inquinamento da rifiuti delle spiagge in Europa. Integra i programmi di monitoraggio della Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino e supporta la valutazione delle politiche dell’UE, come il Piano d’azione per l’inquinamento zero e la Direttiva sulle plastiche monouso (SUP). Sono inclusi i contributi di oltre 60 comunità e organizzazioni, che hanno registrato quasi 1,5 milioni di rifiuti dalle spiagge europee nell’ultimo decennio.

L’analisi presentata nell’ultimo rapporto Marine Litter Watch – Europe’s Beach Litter Assessment rivela che a livello europeo l’86% degli oggetti registrati sono di plastica e che i prodotti in plastica monouso (SUP) rappresentano il 52% del totale dei rifiuti. I mozziconi di sigaretta sono un problema significativo, rappresentando il 23% dei rifiuti. Gli oggetti legati alla pesca sono meno diffusi, ma notevoli nell’Atlantico nord-orientale. Il Mar Nero è il più inquinato, seguito dal Mediterraneo e dal Mar Baltico. Circa il 90% dei siti esaminati supera la soglia fissata dalla Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino per il buono stato ambientale GES per i rifiuti spiaggiati.

I rifiuti spiaggiati più abbondanti su tre spiagge della Toscana

Nell’ambito del progetto “Profili Antropici” tra Novembre 2022 e Luglio 2023 abbiamo raccolto e classificato 11’237 rifiuti su tre spiagge della Toscana nei comuni di Marina di Vecchiano, Livorno e Rosignano Marittimo. In ciascuna spiaggia abbiamo individuato un sito di campionamento e abbiamo svolto tre monitoraggi in ciascun sito seguendo il protocollo della Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.

L’analisi rivela che l’88,39% dei rifiuti da noi trovati sono di plastica, mentre i prodotti in plastica monouso rappresentano (articoli SUP) corrispondono al 36,96% del totale dei rifiuti. I più abbondanti nel nostro studio sono: mozziconi di sigaretta (22,69%), bottiglie di plastica per bevande (4,38%, tutte le dimensioni insieme), tappi/coperchi di plastica per bevande (2,89%), bastoncini di plastica per cotton fioc (2,79%), pacchetti di patatine/incarti di dolciumi (1,61%).

Nel nostro studio abbiamo rilevato un’abbondanza mediana di rifiuti di 1’266 oggetti/100 m di spiaggia. In tutti i siti e durante tutti i monitoraggi è stata superata la soglia della Strategia Marina per il buono stato ambientale GES.

Le soluzioni

Le evidenze scientifiche dimostrano che gli interventi a monte e a valle, come l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti, le tecnologie di rimozione e il miglioramento della circolarità, non sono sufficienti a contenere l’inquinamento da plastica nel breve, medio o lungo periodo. Per affrontare l’inquinamento da plastica è urgente mettere in atto interventi a monte per ridurre la produzione di plastica primaria.

Parallelamente alle azioni a livello internazionale e nazionale, i comuni possono limitare in modo significativo l’inquinamento da plastica monouso sul proprio territorio attraverso lo sviluppo di strategie integrate che includano gli appalti pubblici, l’esemplarità e l’animazione territoriale.

Nell’ambito del progetto Profili Antropici oltre al monitoraggio dei rifiuti spiaggiati abbiamo identificato le misure ambientali messe in atto dai tre comuni della costa Toscana per affrontare gli articoli in plastica monouso (SUP) e abbiamo evidenziato ulteriori possibili misure ambientali per ridurre l’inquinamento da plastica a livello locale.

Abbiamo presentato i risultati del nostro studio al Decimo Simposio Internazionale “Il Monitoraggio Costiero Mediterraneo: problematiche e tecniche di misura” svoltosi a Livorno dall’11 al 13 giugno 2024 al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo e organizzato dall’Istituto di BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE) in collaborazione con la Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale.

Lo studio integrale Ballerini T., Galletti Y., Tacconi D. (2024) “Plastic pollution on the Tuscan coast: environmental measures municipalities can put in place to reduce itsarà pubblicato nei prossimi mesi negli atti del congresso.

Il progetto Profili Antropici è stato condotto da Semi di Scienza in collaborazione con Sons of the Ocean ed è stato finanziato dall’8 per mille della Chiesa Valdese. Durante tutto il progetto c’è stata una attiva e positiva collaborazione con gli assessori all’ambiente dei comuni di Marina di Vecchiano, Livorno, Rosignano Marittimo.

Approfondisci il progetto e leggi l’intervista a Tosca Ballerini sulle possibili soluzioni all’inquinamento da plastica monouso, oppure scarica il poster con i risultati del progetto o leggi la traduzione italiana dell’articolo scientifico che abbiamo scritto.

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“Profili Antropici”: risultati del progetto https://www.semidiscienza.it/2023/12/31/si-e-concluso-il-progetto-di-citizen-science-profili-antropici/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=si-e-concluso-il-progetto-di-citizen-science-profili-antropici https://www.semidiscienza.it/2023/12/31/si-e-concluso-il-progetto-di-citizen-science-profili-antropici/#respond Sun, 31 Dec 2023 16:23:31 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=2635

Si è concluso il progetto di Citizen Science “Profili Antropici”, finanziato dall’8 per Mille Chiesa Valdese, grazie al quale abbiamo quantificato i rifiuti abbandonati su tre spiagge caratterizzate da diverse condizioni ambientali e di utilizzo da parte dei cittadini lungo la costa toscana e individuato possibili misure di regolamentazione che possono essere adottate dagli amministratori locali.

Le tre spiagge monitorate sono state Bocca di Serchio (Marina di Vecchiano, PI), Cala del Leone (LI), Lillatro (Rosignano, LI).

La maggior parte dei rifiuti trovati sono oggetti o frammenti di oggetti in plastica, e a ogni campionamento e in ogni spiaggia è stata superata la soglia precauzionale della Strategia marina europea per il buono stato ecologico: 20 rifiuti /100m.

L’inquinamento tossico da rifiuti di plastica mina la salute umana, contribuisce alla perdita di servizi ecosistemici e culturali e genera cambiamenti ambientali dannosi su larga scala e a lungo termine, mettendo a rischio la sostenibilità degli ecosistemi marini e costieri. Per essere affrontato, richiede l’adozione di misure normative a livello internazionale, nazionale e locale. L’identificazione degli oggetti maggiormente presenti nel marine litter è essenziale per definire le priorità delle politiche ambientali al fine di prevenire la dispersione della plastica e promuovere un’economia circolare.

Abbiamo condiviso i dati raccolti nell’ambito del progetto Profili Antropici con le tre amministrazioni comunali (Marina di Vecchiano, Livorno, Rosignano) e sottomesso un abstract per la X edizione del Simposio Internazionale “Il Monitoraggio Costiero Mediterraneo: problematiche e tecniche di misura” organizzato dall’Istituto di BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE) in collaborazione con la Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF), che si terrà a Livorno dall’11 al 13 Giugno 2024 presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo.

Di seguito i risultati del progetto in forma sintetica:

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Inquinamento da plastica sulle rive del fiume Durance: prima quantificazione e possibili misure ambientali per ridurlo https://www.semidiscienza.it/2022/09/05/inquinamento-da-plastica-sulle-rive-del-fiume-durance-prima-quantificazione-e-possibili-misure-ambientali-per-ridurlo/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=inquinamento-da-plastica-sulle-rive-del-fiume-durance-prima-quantificazione-e-possibili-misure-ambientali-per-ridurlo https://www.semidiscienza.it/2022/09/05/inquinamento-da-plastica-sulle-rive-del-fiume-durance-prima-quantificazione-e-possibili-misure-ambientali-per-ridurlo/#respond Mon, 05 Sep 2022 11:32:42 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=1717

Di Tosca Ballerini

L’inquinamento da plastica è uno dei problemi più urgenti del nostro tempo, con impatti negativi sugli ecosistemi naturali, sulla salute umana e sul sistema climatico. L’identificazione dei principali rifiuti abbandonati nell’ambiente è essenziale per definire le priorità delle politiche ambientali volte a prevenire le perdite di plastica e a promuovere un’economia circolare.

Nell’articolo scientifico “Plastic pollution on Duranceriverbank: first quantification and possible environmental measures to reduce it” sono stati presentati i primi dati di abbondanza di macrorifiuti in tre siti sulla riva del fiume Durance e in un sito sulla spiaggia del lago Serre-Ponçon, nella Région SUD-Provence-Alpes-Côte d’Azur, nel sud-est della Francia, e sono state proposte delle misure ambientali per ridurre tale inquinamento.

Rifiuti di plastica: l’82% dei rifiuti

I dati sono stati raccolti attraverso la citizen science tra il 2019 e il 2020 e in totale sono stati classificati 25.423 rifiuti, di cui l’82% era costituito da plastica.

Gli articoli in plastica monouso corrispondono all’8,13% del totale, mentre le bottiglie di plastica monouso sono tra i primi 10 rifiuti in ogni sito.

L’abbondanza mediana di rifiuti in tutti i campioni è di 2.081 oggetti/100 m, due ordini di grandezza superiore al valore soglia precauzionale stabilito dal gruppo di esperti sul marine litter dell’UE per i rifiuti marini (20 oggetti/100 m).

Per la maggior parte gli oggetti (74,83%) erano piccoli e non identificabili. Pezzi di polistirolo, plastica morbida e plastica rigida hanno rappresentato la maggior parte dei rifiuti in totale (56,63%) e in tre dei siti di studio. I pezzi di vetro corrispondevano al 15,83% del totale dei rifiuti.

Frammenti di teli per la pacciamatura, biomateriali in plastica per il trattamento delle acque e bottiglie monouso

I pezzi di plastica morbida sono la categoria di rifiuti più abbondante in assoluto e corrispondono al 58,85% dei rifiuti in uno dei siti di campionamento lungo l’argine del fiume Durance, situato in una zona agricola, il che suggerisce la loro provenienza da pellicole di pacciamatura agricola.

Tra gli elementi identificabili, i più abbondanti sono stati i biomateriali in plastica utilizzati negli impianti di trattamento delle acque reflue e le bottiglie per bevande monouso in plastica e in vetro.

Lo sviluppo di schemi di responsabilità estesa del produttore per le pellicole di pacciamatura e i biomediali di plastica e di Sistemi di Deposito Cauzionale per le bottiglie di bevande monouso è suggerito come un modo per prevenire le perdite nell’ambiente.

Il lavoro conferma l’opportunità di utilizzare la citizen science per raccogliere dati sul macrolitter e monitorare l’efficacia delle normative ambientali per ridurre l’inquinamento da plastica.

Cosa possono fare i comuni?

I comuni possono limitare in modo significativo l’inquinamento da plastica sul loro territorio attraverso lo sviluppo di strategie integrate che includano appalti pubblici ed esemplarità, nonché l’animazione territoriale. Ad esempio, possono vietare l’uso di prodotti SUP negli edifici ed eventi pubblici e nei luoghi turistici naturali (analogamente a quanto avviene nelle cosiddette “plastic free beaches”), promuovendo al contempo le imprese che decidono volontariamente di ridurre l’uso di imballaggi monouso.

Le strategie di riduzione dell’inquinamento da plastica che possono essere messe in atto dai Comuni includono anche la prevenzione della produzione di rifiuti di plastica e la promozione del riutilizzo; la promozione del consumo di acqua di rubinetto nel proprio territorio; il miglioramento delle infrastrutture di gestione delle acque reflue e delle acque meteoriche per preservare il ciclo dell’acqua dall’inquinamento da plastica; il miglioramento della raccolta e del riciclaggio dei rifiuti di plastica; la riduzione dell’inquinamento da plastica a livello locale attraverso le operazioni di pulizia, che, pur non essendo una soluzione all’inquinamento da plastica in quanto agiscono a valle del problema, hanno il vantaggio di sensibilizzare le persone sulle questioni sollevate dai rifiuti di plastica e di raccogliere dati utili per orientare la strategia locale contro l’inquinamento da plastica.

Per saperne di più:

Ballerini T, Chaudon N, Fournier M, Coulomb J-P, Dumontet B, Matuszak E and Poncet J (2022) Plastic pollution on Durance riverbank: First quantification and possible environmental measures to reduce it. Front. Sustain. 3:866982.

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/frsus.2022.866982/full

Tosca Ballerini: tosca.ballerini@thalassa.one

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