{"id":1375,"date":"2021-05-03T06:59:43","date_gmt":"2021-05-03T06:59:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.semidiscienza.it\/?p=1375"},"modified":"2022-11-24T23:04:32","modified_gmt":"2022-11-24T23:04:32","slug":"inquinamento-luminoso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semidiscienza.it\/2021\/05\/03\/inquinamento-luminoso\/","title":{"rendered":"Inquinamento luminoso"},"content":{"rendered":"\n

La scarsa visione notturna degli esseri\numani e la primitiva paura del buio si riflettono nella necessit\u00e0 di utilizzare la luce artificiale\nper illuminare il proprio ambiente. L\u2019illuminazione per esterni senza dubbio\ncontribuisce al miglioramento delle opportunit\u00e0\npratiche per gli sviluppi sociali ed economici.<\/p>\n\n\n\n

Nell\u2019ultimo mezzo secolo l\u2019illuminazione delle citt\u00e0 \u00e8 aumentata esponenzialmente. Si pensa che in tutto il mondo siano presenti pi\u00f9 di 100 milioni di punti luce, con un consumo annuo pari a circa 200TWh. Nei piccoli centri, l\u2019illuminazione costituisce circa il 25% del bilancio, cio\u00e8 il 50% della bolletta elettrica. <\/p>\n\n\n\n

Al di l\u00e0 delle risorse finanziarie ed energetiche che assorbe, l\u2019illuminazione artificiale degli spazi urbani inquina le nostre notti e cos\u00ec le stelle scompaiono. A parte questo, la comunit\u00e0 scientifica sta studiando gli impatti diretti e indiretti dell\u2019illuminazione artificiale sulla biodiversit\u00e0. L\u2019adattamento biologico di tutte le specie animali alle condizioni di luce naturale si \u00e8 evoluto nel corso di miliardi di anni. Diversi studi sperimentali hanno dimostrato che la luce artificiale disturba gli ecosistemi e potrebbe giocare un ruolo significativo nel declino di specie i cui ruoli, gi\u00e0 indeboliti dalla presenza umana, non sono ancora del tutto conosciuti. Per fare un esempio, i cuccioli di tartaruga marina emergono dal nido di notte e usano segnali visivi per dirigersi verso l\u2019orizzonte pi\u00f9 luminoso e pi\u00f9 basso; l\u2019inquinamento luminoso notturno potrebbe alterare i segnali percepiti, disorientandoli. Ma anche gli invertebrati, che costituiscono la maggior parte della biodiversit\u00e0 sulla terra e sono vitali per gli ecosistemi, sono disturbati dalla luce artificiale. Luci UV, verde e blu, che hanno lunghezze d\u2019onda corte e le alte frequenze, sono pi\u00f9 visibili dalla maggior parte degli insetti e sono molto attraenti per loro. Anche per questo motivo, inizialmente, i lampioni LED non vennero considerati una buona alternativa ai lampioni tradizionali; emettevano soprattutto in luce blu.<\/p>\n\n\n\n

Parallelamente, alcuni studi hanno recentemente dimostrato che la luce diffusa pu\u00f2 avere effetti diretti o indiretti sulla salute umana e sull\u2019umore; l\u2019esposizione alla luce artificiale durante la notte inibisce la produzione di melatonina, problema associato all\u2019incidenza di alcuni tumori al seno. In ogni caso, anche bassi livelli di illuminamento nella regione blu dello spettro della luce possono interrompere la secrezione di melatonina con effetti catastrofici sui cicli sonno-veglia. Inoltre, l\u2019illuminazione artificiale pu\u00f2 anche provocare abbagliamento notturno, che influisce sulla sicurezza della guida e dei pedoni. <\/p>\n\n\n\n

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Figura 1. Esempi di illuminazione notturna. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n

Tuttavia, definire e misurare l\u2019inquinamento luminoso non \u00e8 ancora cos\u00ec facile. Come identificare l\u2019equilibrio tra illuminazione utile e inquinamento luminoso? E come quantificare oggettivamente l\u2019illuminazione per vedere se questo equilibrio viene raggiunto? Alcuni scienziati hanno sviluppato la cosiddetta metrica della scatola da scarpe<\/em> che potrebbe rendere pi\u00f9 facile quantificare, e quindi regolare, l\u2019inquinamento luminoso. Il soprannome di “scatola da scarpe” si riferisce all\u2019area rettangolare descritta dai piani verticale e orizzontale che circondano un sito. I ricercatori propongono che architetti e progettisti considerino la quantit\u00e0 di luce che lascia la scatola da scarpe lungo ogni piano come un modo per caratterizzare l\u2019impatto luminoso di un sito. Esistono comunque gi\u00e0 alcuni strumenti per la misura dell\u2019illuminazione, come lo Sky Quality Meter, utilizzato per monitorare appunto l\u2019inquinamento luminoso in Europa, e in tutto il mondo tramite il progetto di citizen science Globe at night<\/em><\/a>.<\/p>\n\n\n\n

Probabilmente quando pensiamo all\u2019inquinamento luminoso ci vengono in mente le illuminazioni stradali delle grandi citt\u00e0. Tuttavia, un esperimento effettuato a Tucson, in Arizona, ha rilevato che solo il 20% della luce visibile da satellite deriva da lampioni, mentre ben l\u201980% \u00e8 dovuto a sorgenti private, vetrine di negozi e impianti sportivi. Inoltre una parte \u00e8 dovuta alla diffusione atmosferica, impossibile da eliminare.<\/p>\n\n\n\n

Cosa possiamo fare quindi?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

A parte l\u2019ovvio spegnere le luci quando non ci servono, sarebbe utile adottare un\u2019illuminazione LED e lampioni che illuminino in maniera precisa una certa zona, in maniera da non diffondere pi\u00f9 luce del necessario e avere un\u2019illuminazione funzionale. In questa direzione vanno anche le soluzioni di telecontrollo e illuminazione adattiva, che permettono una gestione intelligente degli impianti e un risparmio di oltre il 30% rispetto a soluzioni gi\u00e0 LED. Magari pensiamo che l\u2019illuminazione adattiva sia disponibile solo per le grandi citt\u00e0, ma in realt\u00e0 alcune societ\u00e0 come Philips e Ikea forniscono lampadine che si collegano al wireless di casa, controllabile tramite assistenti come Siri e Alexa. Ma esistono anche apparecchiature che si adattano automaticamente alla luce ambientale, minimizzando i consumi, come fanno alcune lampade Samsung. Quindi, anche nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per questo problema, troppo spesso sottovalutato.<\/p>\n\n\n\n

Bibliografia:<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n