Domani, 5 giugno, si celebra la seconda Giornata Internazionale per la lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN)<\/strong>, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2017 (https:\/\/undocs.org\/A\/RES\/72\/72<\/a>).
Il 5 giugno 2018 \u00e8 diventato vincolante a livello mondiale il primo trattato internazionale<\/strong> volto a combattere specificamente la pesca illegale, trattato a cui hanno aderito 30 Paesi membri delle Nazioni Unite.<\/p>\n\n\n\n
Ma di cosa si tratta e perch\u00e9 \u00e8 importante contrastarla? <\/p>\n\n\n\n
La tutela degli oceani e dei mari \u00e8 essenziale per garantire il benessere economico, sociale e ambientale sia a livello mondiale che locale. Nel momento attuale la maggior parte delle riserve ittiche sono gi\u00e0 sfruttate al massimo o sovrasfruttate da attivit\u00e0 del tutto legali (tra sovrapesca, acquacoltura e scarto eccessivo) e la pesca illegale costituisce un’ulteriore punto di criticit\u00e0 in un quadro gi\u00e0 di per s\u00e9 allarmante.
Le sue conseguenze, infatti, si possono individuare nell’aumento dell’impoverimento degli stock <\/em>ittici (gi\u00e0 causato in parte dall’inquinamento e in parte dal prelievo continuo a un ritmo che non consente la riproduzione delle popolazioni acquatiche), nel danneggiamento degli ecosistemi e nella riduzione della biodiversit\u00e0 (provocando il rischio estinzione di alcune specie, come tonno rosso e pesce spada), nella grave concorrenza sleale nei confronti dei pescatori onesti e nell’indebolimento delle comunit\u00e0 costiere, specie nei Paesi in via di sviluppo ove spesso le comunit\u00e0 si reggono sul mercato del pesce e da cui proviene pi\u00f9 del 50% delle importazioni.<\/p>\n\n\n\n
Secondo i dati ONU e FAO (http:\/\/www.fao.org\/state-of-fisheries-aquaculture\/en\/<\/a>), che non mancano di sottolineare l’insostenibilit\u00e0 della pesca e l’urgenza di misure, le catture sono talmente consistenti da compromettere una pesca sostenibile e una gestione responsabile delle riserve ittiche di tutto il mondo, il che ci permette di parlare di un vero e proprio \u201csaccheggio\u201d delle nostre acque.
Alla luce di ci\u00f2, l’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030 richiama la necessit\u00e0 di \u201cconservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile\u201d.
Il ripristino della legalit\u00e0 nella pesca \u00e8 quindi indispensabile non solo per il recupero degli ecosistemi marini ma anche per una pesca realmente sostenibile. <\/strong> <\/p>\n\n\n\n
Stefania Pugliesi – giurista e criminologa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"